Perchè la formazione ? Formazione per le persone
“Ritorna in te stesso e guarda: se non ti vedi ancora interiormente bello, fa’ come lo scultore di una statua che deve diventar bella. Egli toglie, raschia, liscia, ripulisce finché nel marmo appaia la bella immagine: come lui leva tu il superfluo, raddrizza ciò che è obliquo, purifica ciò che è losco e rendilo brillante e non cessare di scolpire la tua propria statua”
Plotino
  Quando durante il mio lavoro mi capita di parlare con i giovani in cerca del primo lavoro e con coloro che - tra mille difficoltà - stanno cercando di ritornare nel mondo del lavoro dopo esserne stati in qualche modo allontanati avverto un sentimento generalizzato di sfiducia mista a rassegnazione. Le difficoltà del sistema economico, la cronica incapacità del settore dei servizi di creare valore lontano dalle grandi città del nord Italia e dalla capitale, l’inesistenza, soprattutto in provincia - di un mercato del lavoro fluido - non supportano certo la speranza. Sembra che le aziende siano sempre in cerca di qualcuno che non esiste.
I più giovani si rattristano perché leggono annunci di aziende che cercano persone “con almeno tre anni di esperienza”. I meno giovani sono rassegnati perché non hanno più i requisiti per godere dei benefici che la legge prevede per gli apprendisti. Le giovani madri sono deluse da imprese che sembrano a volte escludere a priori le mamme a causa del naturale impegno nella cura della famiglia. I più qualificati si disperano perché la piccola impresa italiana ancor oggi si guarda bene dal cercare impiegati diversi dal classico addetto amministrativo. Hanno tutti ragione.

Trovare un lavoro soddisfacente nel nostro Paese non è facile. L’unica via d’uscita è cambiare il punto di vista. Smettere di focalizzarsi sulle aziende e guardare a se stessi, a quello che si è in grado di fare e a quello che ci piacerebbe fare. Smettere di dover essere diversi da ciò che non si è e provare a fare quello che ci piacerebbe fare. Se il mercato fa fatica a remunerarvi per ciò che riuscite a fare, tanto vale imparare a fare bene ciò che vi piacerebbe fare. La strada è un po’ più lunga, ma il premio decisamente superiore.
Apprendere significa passare dal regno della necessità al regno delle possibilità. Significa prendere il proprio destino in mano, significa essere liberi di fare. Quando la mente riesce a fare questo passaggio il tunnel, quasi all’improvviso, si illumina. I vincoli si trasformano in opportunità. Se il mercato fa fatica a riconoscere le vostre qualità, puntare su voi stessi è sicuramente la scommessa migliore e una buona formazione può darvi le carte giuste per riuscire.