Perchè la formazione ? Formazione per le organizzazioni
“In questa nuova era, la ricchezza è il prodotto del sapere. Sapere e informazione sono diventati le principali materie prime dell’economia e i suoi prodotti più importanti. Il capitale fisso oggi necessario per creare ricchezza non è la terra né il lavoro fisico né le macchine utensili né gli stabilimenti: è un capitale fatto di conoscenza”.
Thomas Stewart, “Il capitale intellettuale”
  A partire dai primi anni Novanta nella letteratura manageriale il tema delle “learning organization”, cioè delle organizzazioni che apprendono è divenuto centrale. Secondo questa visione la raccolta e lo scambio di informazioni con l’esterno, la produzione e la condivisione della conoscenza, l’elaborazione di una cultura aziendale di apertura, la collaborazione e la capacità di trarre profitto dagli errori fatti diventano veri e propri processi da presidiare, pena l’incapacità di adattarsi con successo e in maniera continuata alle sfide sempre nuove che l’ambiente pone. Naturalmente la qualità della leadership e la formazione sono le risorse più importanti per forgiare un’organizzazione che apprende.
Quando passiamo dalla letteratura manageriale internazionale alla realtà italiana arrivano le dolenti note. In tanti magnificano le potenzialità della formazione, ma pochissime sono le aziende che capiscono l’importanza di investire nell’apprendimento organizzativo. Si ripete che non c’è mai tempo per dedicarsi a capire e a crescere insieme, come se un auto potesse fare a meno delle mani esperte del meccanico. Così la formazione, che è un processo da seguire nel tempo, è costretta ad assumere il carattere estemporaneo dei progetti. E ottenendo risultati limitati presta il fianco alle critiche dei detrattori più feroci e superficiali. Si fa ancora fatica a capire che l’unica risposta alla scarsa produttività è l’incremento della qualità del lavoro e del benessere delle persone nelle organizzazioni.