Come: Una prospettiva europea
“L’Unione europea è di gran lunga l’impero più benvoluto e meglio riuscito della storia, poiché, anziché dominare, educa”.
Parag Khanna, I tre Imperi

“L’onestà è migliore di ogni politica”.
Immanuel Kant, La Pace perpetua
  Quando nel 1795 Kant scriveva la sua opera politica più importante – “La pace perpetua” – l’Europa era stata appena scossa dalla Rivoluzione francese; nei secoli precedenti gli Stati nazionali si erano combattuti aspramente per l’egemonia sul continente. Di lì a poco le guerre napoleoniche avrebbero insanguinato ogni angolo del continente. Dopo un secolo, con le guerre mondiali, i massacri avrebbero mietuto vittime secondo una scala di crescita esponenziale. Ma a metà Novecento, sulle macerie di paesi devastati dalla barbarie di cui solo l’uomo è capace, i popoli europei decidono di invertire il corso della storia. All’inizio sono solo in sei, ma nell’arco di qualche decennio le idee dei padri fondatori della comunità europea hanno la meglio sulle dittature di ogni origine politica, dalla penisola iberica all’Europa orientale.
Pur tra mille difficoltà e contraddizioni, con qualche passo indietro prima di raggiungere importanti traguardi, l’Europa sta realizzando l’utopia della pace che Kant aveva descritto nei suoi scritti di fine Settecento. Tra tanti umani tentennamenti, la strada è tracciata e oggi conflitti armati tra Spagna e Paesi Bassi, tra Francia e Germania, tra Italia e Austria sono impensabili.

Dopo 2500 anni di guerre e milioni di morti violente, a volte con perplessità, a volte con entusiasmo, gli Europei hanno scoperto che fidarsi è più conveniente che agire con sospetto, che abbattere i dazi e integrare le economie non è una questione di buoni sentimenti, ma un vantaggio economico che subito viene meno appena due Stati tornano a guardarsi in cagnesco. Ma soprattutto il mondo ha visto che cambiare è possibile, che l’uomo non è determinato dalla sua aggressività, che la ragione è più potente delle armi, che pensare prima di agire è una strategia vincente. L’Europa con il suo espansionismo politico basato sul soft power e per altri versi l’India con la sua visione sociale del capitalismo sono una speranza per l’umanità. I Paesi europei e l’India stanno dimostrando che si può coniugare crescita e coesione sociale, che l’individualismo economico temperato dal consenso collettivo perde un po’ del suo slancio, ma a favore della sicurezza sociale e della sostenibilità ambientale. Questo democrazie rappresentano un naturale modello culturale ed etico per la formazione aziendale degli anni a venire.
 
 
   
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